Oggi 21 giugno si celebra la giornata nazionale contro le Leucemie, tumori delle cellule staminali da cui hanno origine le cellule del sangue.

Si osservano circa 8000 casi all’anno (4700 uomini e 3200 donne) e la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è del 48% (Fonte: Numeri del Cancro in Italia 2021- AIOM – ONS)

Le leucemie possono essere classificate in acute e croniche, in base all’andamento clinico più o meno aggressivo, e in mieloidi o linfatiche, in base alla cellula clonale di origine.

Le leucemie acute sono malattie con prognosi severa e andamento rapido che includono Leucemia Mieloide Acuta (LMA), che colpisce prevalentemente gli anziani (3,5 ogni 100.000 individui) e Leucemia Linfatica Acuta (LLA) che invece colpisce soprattutto i bambini e ragazzi sotto i 15 anni (rappresenta circa il 25% dei tumori che colpiscono i bambini). Le cure prevedono l’utilizzo di chemioterapia ad alte dosi e il trapianto di midollo. L’età di insorgenza influenza fortemente la prognosi, maggiormente favorevole in età pediatrica.

Le leucemie croniche sono invece neoplasie caratterizzate da un andamento clinico lento e progressivo che consente l’utilizzo di trattamenti farmacologici mirati a controllare la malattia senza necessariamente eradicarla e sono tipiche dell'età adulta mentre rare in età pediatrica. Tali neoplasie includono le Leucemia Mieloide Cronica (LMC), che ha un’incidenza di 1-2 casi ogni 100.000 individui per anno e la Leucemia Linfatica Cronica (LLC), la cui incidenza annua è pari a circa 5 casi su 100.000 abitanti.

La leucemia cronica può non dare sintomi nelle fasi iniziali, perché le cellule leucemiche interferiscono in modo limitato con le funzioni delle altre cellule. Invece nella leucemia acuta i sintomi si presentano precocemente e possono peggiorare con estrema rapidità.
Si possono presentare, febbre, sudorazioni notturne, stanchezza e affaticamento, mal di testa, dolori ossei e articolari, perdita di peso, pallore, suscettibilità alle infezioni, facilità al sanguinamento oppure ingrossamento della milza e dei linfonodi.

Alla comparsa e persistenza di questi sintomi, che però sono comuni anche a molte altre malattie, occorrere dunque rivolgersi immediatamente al medico per approfondire la natura dei disturbi.